Nulla è per caso, possiamo ammalarci e guarire secondo leggi chiare che solo l’omeopatia conosce. I Miasmi o Diatesi.
I miasmi o diatesi
Il ricercatore e omeopata dottor Samuel Hahnemann, nella sua pratica clinica ebbe modo di osservare che alcuni individui si ammalavano tendenzialmente di certe malattie ma non di altre, e che talora potevano incorrere in ricadute della stessa tipologia patologica, o esprimerne altre. In tal modo Hahnemann iniziò a formulare il concetto di malattie croniche. Oggi questa osservazione può apparire scontata, ma per i primi dell’800 fu una osservazione importante ed innovativa, che lo portò conseguentemente a lavorare in modo ottimale per la guarigione dei suoi pazienti.
Nel 1828 il dottor Hahnemann pubblicò il libro intitolato Malattie croniche, in cui presentava per la prima volta quelli che lui chiamò miasmi cronici, attualmente conosciuti come diatesi, ovvero le condizioni responsabili dell’evoluzione cronica delle patologie. Hahnemann intese la diatesi come la modalità tipica di sviluppo ed evoluzione della malattia, verso la quale ciascun individuo presenta una propria predisposizione, congenita o acquisita, unitamente ad una particolare debolezza costituzionale. La diatesi rappresenterebbe la vera causa delle malattie croniche: essa indica le condizioni che predispongono al loro sviluppo, responsabili delle ricadute a cui il malato può andare incontro, per l’azione congiunta dei fattori ereditari, o della soppressione farmacologica delle malattie acute che danno una guarigione solo sintomatica, ma che in realtà ne determinano nel tempo un peggioramento duraturo.
Hahnemann ne concluse che gli individui potevano essere raggruppati in categorie reattive, ovvero in modi di produrre patologie in base alla loro tendenza ad ammalarsi di una malattia piuttosto che di un’altra, alle modalità di manifestazione e di evoluzione della malattia stessa, alla periodicità e al tipo di manifestazione. Fu così che ebbe l’idea di valutare i soggetti secondo tre profili fondamentali a cui diede il nome di psora, sicosi, luesinismo.
Psora, Sicosi, Luesinismo
Ad ognuno dei tre profili psora, sicosi e luesinismo, corrisponde un quadro sia fisico che comportamentale, che si basa sulla genesi delle patologie, sulle caratteristiche specifiche di queste, sui rimedi omeopatici di reazione: vere e proprie modalità reattive di produrre stati patologici.
Psora
Il profilo psorico è relativo a tutto ciò che può essere inibizione o difetto: si intende con ciò quello che si manifesta con reazioni del tipo “ipo”, cioè all’ipofunzione che produce a livello fisico alterazioni cellulari come ipoplasie, ipotrofie, o, a livello psicologico, una sorta di carenza espressa da ansia e insicurezza. Esprime la tendenza a eliminare le tossine attraverso la cute e le mucose o gli organi emuntori come i reni o il fegato. L’espressione patologica tipica della psora sono le manifestazioni cutanee pruriginose, periodiche e alternanti, le convalescenze lunghe con tendenza ad aggravamenti in senso centripeto, cioè verso l’interno dell’organismo con riduzione della reattività. A livello mentale l’espressione tipica è la timidezza, l’insicurezza, l’ansia, le paure, la debolezza psichica, la tendenza alla depressione. Nella fase iniziale prevale l’eliminazione verso l’esterno delle tossine, per cui si riscontrano patologie come foruncoli, prurito, eczema, psoriasi, rinite allergica, aumento della motilità intestinale. Nella fase successiva le tossine vengono convogliate verso organi interni per cui è possibile arrivare a espressioni patologiche come il diabete o la cirrosi. Un’alimentazione abbondante, la sedentarietà, lo stress, l’inquinamento, i conflitti interiori, appaiono come i fondamentali fattori eziopatogenetici della psora, mentre i principali rimedi omeopatici di reazione sono: Sulphur, Antimonium crudum, Phosphorus, Nux Vomica, Hepar sulfur, Lycopodium, Sepia, Graphites, Petroleum, Nitricum acidum, Kalium carbonicum, Calcarea carbonica, Carbo vegetabilis, Psorinum, Baryta carbonica.
Sicosi
Il profilo sicotico invece può essere associato ad aspetti di eccesso, di espansione, di reazioni del tipo “iper”, che producono alterazioni cellulari come iperplasie, ipertrofie. Sul piano mentale prevalgono aspetti di eccesso manifestantisi con ipertrofia dell’ego come: ambizione, intolleranza, prepotenza, autoritarietà, impazienza, mentre a livello psichico si esprimerebbe anche con paure immotivate, fissazioni, fobie.
Si tratta di reazioni tipiche di processi a carattere produttivo-proliferativo, come la crescita di vegetazioni verrucose, la cui asportazione predispone alla cronicizzazione, la proliferazione di neoformazioni cutanee o mucose anche a evoluzione maligna, la produzione di catarro cronico, di ritenzione idrica. La tipologia di questo profilo esprime un rallentamento degli scambi e la tendenza all’accumulo delle tossine, con conseguente formazione di vere e proprie zone ipertrofiche, che possono apparire come escrescenze, dalle semplici verruche, ai fibromi o ai papillomi. Le predisposizioni patologiche sono le forme catarrali croniche, come la bronchite cronica, l’uretrite cronica, l’arteriosclerosi, l’obesità, la cellulite, i tumori.
I fattori predisponenti a una diatesi sicotica possono essere i trattamenti farmacologici ripetuti a lungo, le vaccinazioni ripetute, le infezioni recidivanti dell’apparato respiratorio o genitale. In questo profilo i principali rimedi omeopatici di reazione sono: Thuya, Kalium sulphuricum, Sepia, Pulsatilla, Natrum sulphuricum, Silicea, Antimonium crudum, Causticum, Medorrhinum.
Leusinismo
Il Profilo luesinico viene riferito ad aspetti di lesione e di distruzione, cioè a reazioni di tipo “dis”, che danno sul piano fisico alterazioni cellulari come displasie, distrofie, dove le caratteristiche più evidenti sono le ulcerazioni, mentre sul piano comportamentale si esprime con atteggiamenti quali l’irrequietezza, l’aggressività o la violenza. Esso esprime la fissazione delle tossine o degli agenti patogeni in una zona del corpo con conseguente alterazione o distruzione dei tessuti interessati. Si tratta di reazioni segnate dalla presenza di processi a carattere propriamente distruttivo nei confronti di organi e apparati, con progressiva perdita sia strutturale che funzionale. Questo accade perché il luesinismo presenta una forte anomalia nella reattività, che sfocia nella manifestazione di irritazioni, lesioni ulcerative, sclerosi e necrosi. Il profilo luesinico esprime una modalità di ammalarsi specifica del tessuto connettivo e osseo, con lassità dei legamenti, dimorfismi, asimmetria, interessamento del tessuto di sostegno dei vasi ematici, con varici o occlusione delle arteriole, ma anche disturbi della dentizione, stomatiti, e gengiviti emorragiche, disfunzioni ormonali e con predisposizione a sviluppare patologie autoimmunitarie come, per esempio, l’artrite reumatoide. A livello psicologico la persona appare tormentata, esprime stati di angoscia, ribellione, pessimismo, rancore, invidia, instabilità psichica, disturbi del sonno. Si ritiene che i fattori predisponenti delle espressioni patologiche di questo profilo siano le infezioni recidivanti e le tossinfezioni croniche. I principali rimedi omeopatici di reazione considerati sono: Mercurius solubilis, Argentum nitricum, Kalium bichromicum, Nitricum acidum, Calcarea fluorica, Fluoricum acidum, Aurum metallicum, Baryta carbonica, Iodum, Luesinum, Phytolacca. — o —-
I medici omeopati si avvalgono ancora oggi di queste conoscenze nello svolgimento della loro quotidiana pratica clinica, sia essa riguardante la medicina, la veterinaria o la cura delle piante. Attraverso una particolareggiata valutazione delle espressioni patologiche, al profilo di appartenenza, la prescrizione del rimedio omeopatico non potrà che essere sempre più mirata e specifica per ogni singolo individuo, volta a riportare l’equilibrio nella sua globalità, curando in modo “rapido, dolce e duraturo”, come già auspicava Hahnemann circa due secoli fa.
Dott. Carlo Tonarelli
Medico Omeopata










