Conoscere le medicine “alternative”, o meglio, “complementari”. Tra cura, ascolto e guarigione

Le cosiddette medicine alternative e complementari hanno due cose in comune:

 

  1. l’aver riconosciuto che la causa reale della malattia è l’alterazione, lo squilibrio e la deviazione della Forza Vitale invisibile all’individuo malato e che si manifesta solo attraverso i sintomi;
  2. riconoscere l’evidenza dell’essere vivente come un’unità inseparabile nella sua complessità; e che quindi ogni cellula parla dell’identità di quell’individuo.

 

Queste medicine sono state chiamate alternative o “non convenzionali” perché tutte riconoscono che la convenzione della Medicina Moderna è solo materiale, solo corporea, ed è legata all’idea di uomo-macchina. Quindi quest’ultimo tipo di medicina ha un modo di procedere meccanico, frammentario, molto utile quando il problema del paziente è parziale e meccanico.
 

Le medicine alternative si differenziano per il loro potere curativo e per la capacità di modificare la totalità della sofferenza del paziente, per la loro rapidità d’azione, per la loro delicatezza e stabilità nella guarigione. Si distinguono anche per la base scientifica e comprovata che permette di organizzare un percorso sicuro per raggiungere con certezza l’obiettivo finale (metodo). Vale a dire, curare la causa principale della sofferenza in ogni individuo secondo le sue possibilità psicobiologiche, compresa l’eredità patologica.

Il paradigma della medicina moderna risulta inadeguato quando la sofferenza della persona appartiene a tutta la sua realtà dinamica, emotiva, affettiva e fisica nel suo insieme; necessitando quindi di essere considerata e curata dinamicamente.


 
Sistemi e tecniche Complementari

Tra questi sistemi esiste una grande varietà di sistemi o tecniche che possiamo distinguere come segue:

 

1. Sistemi medici completi diversi dell’Omeopatia (che non è un sistema, bensì un Metodo Scientifico)
Comprendono una filosofia definita e una descrizione della malattia, della diagnosi e del trattamento:

  • Ayurveda
  • Naturopatia
  • Medicina tradizionale cinese

 

2. Tecniche corpo-mente che utilizzano metodi comportamentali, psicologici, sociali e spirituali

  • Biofeedback
  • Visualizzazione guidata
  • Ipnoterapia
  • Meditazione
  • Rilassamento

 

3. Pratiche a base biologica. Utilizzano sostanze naturali per migliorare la salute:

  • Fitoterapia
  • Chelazione
  • Sparisca
  • Terapia dietetica

 

4. Terapie manipolative, con cui si trattano varie malattie attraverso la manipolazione del corpo. Queste terapie si basano sulla convinzione che il corpo possa autoregolarsi e guarire e che le sue parti siano interdipendenti.

  • Chiropratica
  • Osteopatia
  • Massaggio
  • Coppettazione
  • Moxibustione
  • Riflessologia plantare

 

5. Le terapie energetiche. Si basano sulla convinzione che esista una forza vitale universale o un’energia sottile che risiede dentro e intorno al corpo (vitalismo). Si lavora sui biocampi.

  • Magneti
  • Qi gong e Tai chi: Si utilizzano posture dolci, movimenti consapevoli e respirazione per bilanciare meglio l’energia della persona.
  • Reiki
  • Tocco terapeutico
  • Riconversione

 

In tutti i casi si tratta di un approccio molto più generico e molto meno individuale al problema, tuttavia l’armonizzazione sarà sempre fatta dall’individuo stesso con la propria possibilità di guarigione. Questo diventa molto più complesso quando il paziente ha una condizione patologica cronica e/o ereditaria. 

Con nessuna di queste discipline è possibile applicare una metodologia chiara, esatta e precisa in modo dolce, veloce e stabile come con la medicina omeopatica. Con nessun’altra disciplina è possibile riconoscere lo stimolo giusto, dinamico e individuale che segnala e identifica i suoi sintomi in modo organizzato come quell’insieme, emotivo, fisico e dinamico, che l’organismo presenta quando si ammala.

I sintomi organizzati dalla Forza Vitale squilibrata, guidata dalla Legge di Conservazione costitutiva di ogni essere vivente, hanno l’obiettivo di chiedere con forza e indicare il percorso necessario di possibile guarigione.  Quanto più lo stimolo è simile alla totalità dei sintomi evidenziati, tanto migliore sarà lo stimolo terapeutico e tanto più sarà in grado di innescare la reazione di guarigione prevista.

Tutte queste discipline possono fondamentalmente ripristinare l’igiene energetica e creare armonia, vitalizzando il paziente. A volte è sufficiente ripristinare la salute quando il caso non è molto complicato e grave. Ma quando si tratta di una vera e propria malattia, sono semplicemente insufficienti. Un corretto trattamento omeopatico, tuttavia, ha il potenziale per avvicinarsi alla guarigione totale anche in relazione all’ereditarietà.

 

  
Differenza fra curare e guarire 

Si va dal medico per avere una cura, la guarigione è del paziente, mai del medico. E la guarigione necessita di tempo e di cambiamento. Ma soprattutto di tempo. Altrimenti non si parla né di cura né di guarigione, ma di soppressione di sintomi. Ed i sintomi soppressi aggravano la malattia.

La guarigione non è un processo di soppressione ma di “riparazione”. Non si elimina il sintomo, ma si avvia un processo che porterà l’organismo ad un nuovo equilibrio funzionale alla vita. È, in fondo, la differenza sostanziale tra l’essere e l’apparire. Tutto sta a capire se si vuole guarire o far vedere di essere sani. Se voglio star bene o non sentire più i campanelli che il proprio corpo sta suonando per avvertire che qualcosa non va.

Oggi, triste a dirsi, non si chiede al medico una cura per guarire, si chiede una pillolina che non faccia sentire più quel campanellino. Che faccia credere che, passato il sintomo, si possa finalmente tornare come prima, perché non c’è nulla che non va. E non fa nulla se dopo la prima pillolina ne debba prendere una seconda, una terza, una quarta… L’importante è non sentire i messaggi che il corpo sta provando a mandare, non sentire che qualcosa non va, non essere nella condizione di dovermi mettere in discussione ed affrontare i problemi che sono alla base di quel sintomo. Come si mettono filtri sulle foto che pubblico sui social, così ingurgito pillole per illudersi di stare bene.

E così, piano piano ma in modo costante, si anestetizza il corpo fino a scotomizzare parti intere dello stesso. Fino a non sentire più nulla, né col corpo né col cuore. Se non un vuoto, un buco nero che si fa sempre più grande e che si fatica sempre di più a riempire, perché si arriva ad un momento in cui le pillole non bastano più. E la malattia avanza. Come il Nulla che distrugge Fantasia ne ‘La Storia Infinità. Perché arriva per tutti il momento in cui apriamo la cantina e vediamo, come Dorian Gray, il nostro ritratto, quello vero e non quello coi filtri.

E allora, da medico e non da prescrittore, dico: impariamo ad ascoltarli, quei sintomi e non ad averne paura. Perché è solo grazie a loro che il medico vero potrà curarci e noi potremo guarire. Sono la nostra salvezza e non certo la nostra condanna.


 
L’importanza dell’ascolto dei sintomi nel paziente

Occorre avere le idee chiare sul percorso di guarigione che si sta intraprendendo. La medicina omeopatica è molto di più di una terapia naturale che lenisce questo o quel sintomo fisico e niente altro. Il web è stracolmo di pagine che descrivono come prendere Belladonna 5 CH per la febbre oppure Mercurius 5 CH per il mal di gola. Oppure vengono descritti molto sommariamente dei quadretti scarni di sintomi di natura psicologica come ansie, paure, eccetera, per suggerire la prescrizione di Gelsemium, Argentum nitricum o altro. Ne consegue che i navigatori del web, dopo avere letto descrizioni molto superficiali, assumono medicamenti omeopatici che quasi sempre non hanno alcun effetto.

In questo modo si alimenta l’ignoranza e la diffidenza. Alla fine sono poche le persone che sanno quanto l’omeopatia possa agire profondamente nell’ammalato.

La cura omeopatica non è una semplice prescrizione di qualcosa di naturale, ma è parte integrante di un sistema clinico terapeutico estremamente complesso, in cui si crea una relazione profonda tra il malato, che porta con sé una sofferenza che coinvolge sia il corpo che la sua interiorità psichica e l’omeopata che indaga e cura ciò che per il paziente è più personale ed intimo.

Sostanzialmente la prescrizione del rimedio omeopatico è indirizzata alla sofferenza spirituale del paziente. Il cosiddetto ‘simillimum’ agisce sulla sensibilità dell’ammalato, sulle sue problematiche psichiche più profonde oltre che su quelle fisiche. Esso può essere definito “medicamento-energia”, perché non si tratta di un farmaco costituito da sostanza, da materia chimica o naturale che sia. È importante sottolineare che il processo di preparazione del medicamento omeopatico causa la scomparsa delle molecole della sostanza sottoposta a diluizione mentre si sviluppa un’energia dal potere curativo. Quando si parla di farmaco omeopatico è sempre bene porre la parola ‘farmaco’ tra virgolette. Perché la cura operata dal “farmaco” omeopatico non è dovuta all’azione di molecole come accade nei farmaci chimici convenzionali: la sua azione segue percorsi ultramicroscopici ed ultramolecolari e si concretizza per mezzo di un’energia/informazione veicolata dall’ultradiluizione, la quale agisce sulla sfera psichica perturbata; ossia su ciò che sta all’origine della malattia.
Per mezzo di una terapia estremamente individualizzata, il farmaco che più assomiglia al paziente (vedi sperimentazione), ciò che si definisce il simillimum, agisce sulla personalità dell’ammalato. In un primo tempo esso, stimolando la sfera psichica del soggetto, fa riaffiorare le problematiche spirituali e i conflitti più profondi e più nascosti che così diventano consapevoli all’ammalato. Mette a nudo i problemi della persona. In un secondo tempo, quando il paziente si rende conto di come egli “funziona” nella vita, grazie alla cura riesce ad acquisire una nuova consapevolezza di sé e modifica le sue modalità di “funzionamento” psichico, che sono alla base degli scompensi, i quali hanno causato le corrispondenti somatizzazioni fisiche (gastrite, colite, artrosi, ipertensione, ecc.).

 

Dott. Carlo Tonarelli

Medico Omeopata

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Tags: medicine alternative, medicine complementari, omeopatia

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